L’effetto della luna – 22.04.2016

La luna dei fiori e dei maestri. Plenilunio in Scorpione e Wesak

“Quando un numero sufficiente di persone si riunisce, collegando la propria storia personale alla storia collettiva e allineandosi con un intento luminoso e di guarigione, si fortificano le basi per l’espansione della consapevolezza”. Così Franco Santoro, che ha condiviso una utile pratica da un quarto d’ora di meditazione per chiunque voglia vivere con presenza questo plenilunio. Per favorire concentrazione e interiorità, ho speakerato l’intero testo della meditazione di Franco (che trovate qui e consiglio vivamente)  Buon ascolto!

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Come spiego qui, riprendere contatto con la ciclicità della natura, la sua simbologia, il tipo di energia che di volta in volta mette a disposizione vuol dire riattaccare alla presa di corrente la nostra energia vitale. Ecco perché ogni tanto vi parlo anche della Luna Piena, in questo caso quella nel segno dello Scorpione che ha luogo alle 7:23 del 22 aprile 2016.

Qualcuno la chiama la luna dei fiori. I fiori sono creature vive, portatrici di un messaggio di bellezza. Nella valle dell’Himalaya si aprono al contatto dell’energia del Buddha: un’immagine metaforica a rappresentare la pace che scende dal cielo su tutti gli esseri umani.

Altri la chiamano la luna dei Maestri. Spiega qui Franco Santoro: “La Luna Piena in Scorpione è conosciuta nei paesi buddisti del sud-est asiatico come Wesak: la nascita, l’illuminazione e l’ingresso di Buddha nel Nirvana. Per questo motivo è considerata la più potente Luna Piena dell’anno. Si crede che durante i cinque giorni di Luna Piena, che includono i due giorni prima e i due giorni dopo il giorno della Luna Piena, può essere stabilito un contatto diretto con i Grandi Maestri che sostengono il pianeta”. Lo stesso Franco, che ama considerare le cose da ogni punto di vista possibile, aggiunge però: “La Luna in Scorpione esemplifica il lato più buio e rimosso della nostra coscienza personale e collettiva. A nulla serve, a mio vedere, celebrare la luce e i maestri elevati, se non siamo in grado di riconoscere e accettare il buio e il basso che esiste dentro e fuori di noi. Insieme alla luce celebro quei tanti momenti di buio nella vita in cui non compare né Cristo, né Buddha, o altri grandi esseri illuminati. Celebro quei momenti in cui rimaniamo semplicemente soli, con la nostra oscurità, le nostre paure e con le energie spirituali che non sono per nulla disponibili, e si tratta di arrangiarsi, di trovare un modo per stare bene ugualmente”.

Buona pratica di meditazione a tutti, uniti da un comune intento di allineamento con la rete della vita usando il semplice linguaggio del cuore.

 

 

 

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